CITTADINANZA
Anche nella scuola dell'infanzia

Il documento di indirizzo per la sperimentazione dell’ insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” prevede, per la scuola dell'infanzia, un percorso volto a trasmettere le conoscenze e le abilità specifiche sul concetto di famiglia, di scuola e di gruppo come comunità di vita e i modi di agire corretti con i compagni, i genitori, gli insegnanti e gli altri adulti.

Identità e appartenenza

Il bambino esprime la propria libertà di pensiero ed acquisisce la   consapevolezza di sé e del suo essere al mondo;
Il bambino afferma se stesso in quanto protagonista della propria storia personale ( che  inizia ben prima dell’ingresso a scuola).
Il bambino  vive e con-vive con il gruppo dei pari sviluppando la propria identità, la sfera dell’autonomia, la socialità e l’abilità di acquisire conoscenza;
Il bambino  osserva, ascolta, progetta sentendo di appartenere alla propria famiglia, alla propria comunità,  alla propria scuola, al proprio Paese.

Diritti e doveri

Il bambino viene aiutato  a cogliere -con responsabilità- il senso delle proprie azioni e a gestire la relazione con gli altri attraverso la comprensione e  accettazione di regole condivise;
Il bambino dialoga, interagisce, rispetta, pone attenzione ai punti di vista altrui, viene invitato a riflettere sulle proprie azioni come primo riconoscimento dei propri diritti e dei propri doveri.



 
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LE INDICAZIONI NAZIONALI

Verso un nuovo documento?

Ancora non hanno fatto capolino “nuove” (sarà così?) Indicazioni Nazionali, ma dai pronunciamenti della neoministro possiamo arguire che:
le modifiche legislative saranno poche, solo laddove strettamente necessario;
si cercherà di non perdere quanto fatto di buono dai predecessori;
l’italiano (quarta “i”) sarà il territorio in cui si eserciterà la ragione, la ricerca di senso, la matematica e le altre tre “i” (inglese, internet e impresa, che solo in questo alveo fioriscono adeguatamente);
particolare attenzione e spazio sarà dato all’educazione civica (si noti il prossimo cinquantenario della sua introduzione da parte di Aldo Moro): fin dalla scuola dell’infanzia occorre agire per educare alla legalità e al rispetto delle regole.


 
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PERCHÉ NO?

Il ritorno del grembiule a scuola

Molto si è parlato di ritorno del grembiulino tra i banchi di scuola, da quando ne ha fatto accenno la deputata Giammanco il luglio scorso. “Perché no?” fu la risposta della Gelmini, chiamata in causa. “Perché?... Se ne era forse andato via il grembiulino?” potrebbe essere quella di molte delle nostre scuole.

 
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EDUCAZIONE AMBIENTALE

La proposta della Prestigiacomo

"Oggi tutto ciò che è ecologico non è di moda". Questa la denuncia che Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente, ha lanciato dalle pagine di una rivista di gossip. "Deve diventare popolare il concetto di riuso e riciclo", continua. "Bisogna diminuire la quantità di rifiuti e diventare più parsimoniosi. Solo così avremo un pianeta pulito". Il ministro poi spiega che sta collaborando con il ministero dell'istruzione: "Da madre, e non solo da ministro, ho capito quanto sia utile investire nell'educazione ambientale dei più piccoli. Per questo sto lavorando a un progetto con il ministro Gelmini per introdurre i concetti basilari nelle scuole".

 
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